Terrorismi

//Terrorismi

In queste ultime settimane si sono accavallati episodi di terrorismi e anche l’IJF (International Journalism Festival) che si tiene tutti gli anni a Perugia e che seguo via youtube.

I recenti episodi di Londra (22 marzo 2017, link) e di Stoccolma (7 aprile 2017, link), ma anche precedenti con più vittime (Nizza, 14 luglio 2016, dove l’attentatore sparò anche sulla folla, link) o Berlino (19 dicembre 2016, link) sono episodi di terrorismo, che hanno fatto vittime, che abbiamo giustamente pianto.

Ma sono anche episodi di uomini soli (o poco più) che rubano un veicolo più o meno grosso e scagliano la loro rabbia sulla folla, colpendo casualmente chi capita a tiro.
Purtroppo di veicoli che falciano pedoni ne capitano spesso. Che gli effetti siano droga, alcool o stupidità i morti di questo tipo sono tantissimi, molti di più di quanti ne abbiano fatti i matti “radicalizzati”.

L’enfasi che i media hanno dato ai fatti di Londra e Stoccolma è molto superiore a casi dove comunque sono morte persone. Limitandosi all’ultima settimana: una ciclista uccisa a Reggio Emilia (8 aprile 2017, link); un uomo che portava a spasso il cane a Roma (2 aprile 2017, link).

Invece il terrorismo “vero”, quello organizzato, quello che fa male in termini di distruzione di vite umane, rimane ancora più taciuto, specie se si tratta di episodi lontani o con vittime islamiche sciite (i più martoriati dall’Isis).

Ne parla Corrado Formigli sul palco dell’IJF insieme a Barbara Serra ricordando la terribile strage di Karrada avvenuta tra il 2 e il 3 luglio 2016 – link).

Ma è anche la storia di oggi, domenica delle Palme, con gli attentati a due chiese cristiane coopte a Tanta e Alessandria in Egitto (link) dove l’attenzione si è spostata sul fatto che il Papa andrà proprio in Egitto fra poche settimane.

I morti sono morti e valgono tutti allo stesso modo, a Stoccolma come a Tanta o a Karrada e andrebbero tutti ugualmente ricordati. Ma i vivi no, non sono tutti uguali. Noi occidentali, marginalmente colpiti, da emarginati impazziti, diamo vita a pesanti vendette, scateniamo populismi, diffondiamo odio razziale.
Chi invece davvero soffre e non può pregare il suo dio o neanche andare al mercato, soffre e basta.

la foto dell’articolo è di Khalid Mohammed (AP Photo).

By |2017-04-09T14:41:41+00:00Aprile 9th, 2017|Categories: bubble media|Tags: , |

About the Author:

Leave A Comment

About

Bubbleblog è un blog personale irregolare, per tenere traccia di quello che vedo e che non voglio dimenticare di aver visto.

Contatti

Se vuoi entrare in contatto, c’è un form a questo link