La Rai per le Olimpiadi 2016 – il miglior spot tv in circolazione

//La Rai per le Olimpiadi 2016 – il miglior spot tv in circolazione

Ci sono gli spot che puntano a vendere un prodotto declinandone le migliori caratteristiche sui concorrenti. E ci sono gli spot che non parlano di prodotto (o di marca) ma fanno vedere cose che c’azzeccano poco (se non niente) per creare una connessione emotiva con il target.

Uno di quest’ultimi è la famosissima corsa di stelle dello sport (morte e vive) insieme a Mohammad Ali

Ma anche l’ultimo del quale abbiamo parlato qui (lo spot di luglio 2016 del Partito Comunista Cinese –> link).

La serie degli spot della Rai dedicati alle Olimpiadi di Rio 2016 potrebbe pure sembrare che appartenga alla categoria delle pubblicità lacrimose.

L’intera playlist è visibile a questo (-> link)

Però forse c’è qualche differenza, che lo rende più moderno e più a contatto con il prodotto. Lo spot Rai mostra scene vere di sport secondari (niente calcio, tennis, pallacanestro…) che, appunto, siamo abituati a guardare solo durante le olimpiadi. Ne mostra le gare, ma anche i preparativi, enfatizzando la fatica che c’è dietro una partecipazione olimpica (altra cosa molto vera).

Non si tratta di emozionarsi solo per quello che vediamo nello spot ma, in più, ricordarsi cosa vuol dire la parola “olimpiadi”, i valori ad essa collegate. Lo sport non fatto di campioni milionari e testimonial di grandi aziende, ma fatto di lavoro, impegno e passione.

Guardando lo spot Rai, la voglia di vedere queste olimpiadi cresce e accade che abbiamo “comprato” il prodotto oggetto della pubblicità Rai: spendere del nostro tempo a guardare rai2 per essere esposti ad altre pubblicità che pagheranno la Rai per essere trasmesse durante le gare.

Ma se vendere il prodotto olimpico è facile, la scelta stilistica della Rai (e della agenzia pubblicitaria che c’è dietro che non trovato quale sia) non era affatto scontata.

Invece di voci fuori campo gravi e enfatiche, lo spot abbina una canzone a battiti crescenti (“Jungle” degli X Ambassadors) montandoci sopra perfettamente i movimenti sincopati degli atleti. Più che commuoverci, il mix musica / immagini gasa, anche aiutato dai riferimenti che si colgono nel testo (“Won’t you follow me / into the jungle?”).
 

By |2016-11-02T17:40:04+01:00Luglio 30th, 2016|Categories: bubble marketing|Tags: |

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