Quella foto è vera? o è falsa? Ma ci importa davvero di cosa sia vero o falso?

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Questa foto appare sui social il 24 febbraio. Il suo autore Emad Samir Nassar la pubblica su Instagram (->link) e ritrae un uomo che fa il bagno a due bambini a Gaza, in una casa bombardata, in una città bombardata.

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La foto poi viene ripresa da più parti e ripubblicata sui social. Dove qualcuno inizia ad avanzare qualche dubbio: la vasca non è una jacuzzi (in funzione)? da dove arriva l’acqua (ne servirebbero almeno 100 litri)?

Le obiezioni sono legittime. Probabilmente la foto è falsa (anche se andrebbe dato l’oscar agli effetti speciali al photoshoppatore).

Quest’altra foto è invece probabilmente vera. Appare su Internazionale il 23 maggio 2014 (->link) ed è scattata da Andy Rocchelli che pochi giorni dopo morirà sul campo, in Ucraina. La foto viene da Sloviansk, dove un gruppo di persone trova rifugio in una botola durante le settimane di terribile guerra civile.


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Cosa è vero e cosa è falso?

bambina_boxLe foto catturano un millesimo di secondo e bloccano le espressioni per sempre.
Ammettendo che la foto di Nasser sia “vera”, la bambina, ride, si diverte, mentre fa il bagno insieme al cugino, curata dal padre. Nulla ci dice che nel millesimo di secondo precedente non stesse guardando triste il panorama o stesse piangendo perché la loro casa non c’è più. Anzi, probabilmente, è esattamente quello che è successo.
Guardare questa foto non ci permetterebbe mai di poter dire: i bambini a Gaza si divertono anche se la bombardiamo!

bambinoI ragazzi della foto di Rocchelli sono invece rassegnati, tristi. Ma nel millesimo di secondo precedente, con la botola chiusa, magari hanno provato a ingannare il tempo facendo il gioco di indovina quanti pomodori ci sono nel barattolo. Magari esiste qualche selfie scattato da dentro la dispensa piena di facce sorridenti e sotto una descrizione che dice roba del tipo “venite a prenderci!!”. Probabilmente tutto questo non è successo e quei ragazzi sono davvero tristi e rassegnati a quella condizione perfida e drammatica alla quale ti costringe la guerra. Ma chi può dirlo? Non certo questa fotografia! La scala sporgente ci dice che questa foto non è stata scattata all’improvviso. Forse i ragazzi erano in posa?

Il punto è che tutte le foto sono false. False, se si pretende di astrarle oltre quel millesimo di secondo che hanno impressionato sul sensore.
Il punto è che forse non dovremmo cercare la Verità ma piuttosto interrogarci su come reagiamo a quel millesimo di secondo, cosa ci provoca dentro, cosa ci dice.

Una jacuzzi funzionante nel palazzo bombardato?

Quindi, se la foto di Nasser fosse “falsa”? Nel senso che la jacuzzi magari esiste davvero, magari a migliaia di chilometri dai bombardamenti e il buon Nasser l’ha tagliata e incollata (e splendidamente illuminata) per far finta di essere in mezzo a rovine di Gaza (che poi invece sono siriane, come dice qualcuno). E allora? Che cambia? Quell’immagine (o quella foto, o quella photo-art, o quel psd…) ci mostra bambini felici che sono accuditi da un uomo generoso apparentemente incuranti della desolazione che li circonda. Se questo è vero o falso che importa? Piuttosto: che cosa ci dice questa immagine? che cosa ci fa provare?

Nasser, Rocchelli e la guerra

La guerra fa schifo. Ecco cosa ci dicono Nasser e Rocchelli con le loro immagini, vere o false, photoshoppate o in posa. La guerra costringe i ragazzi nelle botole, invece che a giocare a pallone per strada. La guerra distrugge case e città. E la guerra è talmente crudele che agli occhi dei bambini che da quando sono nati vedono solo morte e distruzione, anche fare un bagno può essere fonte di divertimento, dieci minuti di stacco dalle 24 ore di sofferenze che sono costretti a vivere.

Se i fake dominano l’informazione 2.0 forse allora…

Gridare al fake è diventato uno sport popolare e anche l’alibi migliore per ignorare i problemi. Abbiamo tutti amici animalisti nei nostri contatti che spesso mandano sulla nostra bacheca foto e video di maltrattamenti di animali di ogni sorta. Un buon 75% di quelle foto è probabilmente artefatta per esagerare le violenze. Ma questo ci consente di ignorare il fatto che gli allevamenti sono, per un altrettanto buono 75%, simili a campi di concentramento, dove gli animali vengono ingrassati a forza e brutalmente uccisi?

Fare un double check delle notizie raccolte su internet è giusto, soprattutto se vogliamo evitare di scrivere necrologi a vip che stanno benissimo. Ma sapere se la foto di Nasser è vera o falsa, mi importa davvero poco. Il messaggio e le sensazioni di quello scatto sono inalterate: che sia a Gaza o in Siria; che sia una jacuzzi o no; che sia realmente collocata dentro una casa bombardata o dentro un hotel 5 stelle.

By |2018-12-17T14:26:51+01:00Febbraio 27th, 2016|Categories: Bubble foto, bubble media|Tags: , , , |

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2 Comments

  1. paolo Luglio 26, 2016 at 7:11 pm - Reply

    Dalla foto si vede un tubo di gomma dietro l’uomo che probabile sia attaccato all’esterno…non penso sia un falso…ma come scrivevi…poco importa.

  2. […] mi ero soffermato su questo punto parlando di Gaza e di Ucraina (->qui). Questa foto di Arles non mi fa cambiare idea. Non esiste il vero e il falso in fotografia. O […]

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