“Everything will be fine” / “Ritorno alla Vita” – Wenders alla Berlinale 65

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C’è stato un tempo che avevo bisogno di vedere Paris, TexasAlice nelle città. C’è stato un tempo per Il cielo sopra Berlino Fino alla fine del mondo. E ora è sicuramente il tempo per Every Thing Will Be Fine.
Probabilmente è un fatto personale o generazionale, ma il cinema di Wenders ha accompagnato una crescita che in questo breve commento, estendo universalmente al mondo.

Ora è il tempo per il senso di colpa che trapassa il volto di James Franco dalla prima all’ultima inquadratura. Nella sinossi (di seguito), Tomas sta guidando una macchina quando investe un bambino. Non aveva nessuna possibilità di evitarlo ma nonostante questo è pervaso da un senso di colpa che dura anni. “Ma non è solo questo”, dice Wenders nella note di produzione, “è più riguardo il senso di colpa connesso ad ogni attività creativa, come scrittore [Tomas è un romanziere di successo] o come film-maker, che ti trovi a sfruttare la vita reale. Quanto sei autorizzato ad usare per il tuo lavoro le sofferenze di altre persone reali, trasformandole in finzione?”

Ma, di più, il senso di colpa che trasuda in tutto il film è estendibile a tutti. Esistono persone agiate, come Tomas, con belle case, belle auto, belle mogli e belle figlie. Ma tutta questa bellezza è in realtà costruita sopra la miseria di molti altri e sempre più si polarizza. Da una parte le cose vanno sempre meglio; dall’altra vanno sempre peggio.
Tomas ci guida in un percorso che lo porterà a superare il suo senso di colpa e, forse, può aiutarci a superare il nostro (ammesso di possedere la sensibilità per riconoscerlo).

Troppo facile dire che James Franco è perfetto in questo ruolo. Ingrassato, con la camminata irregolare e incerta, quasi ingobbito… è lontanissimo dall’immagine del divo sexy di Hollywood ma, proprio per questo, è credibile per essere l’icona della sofferenza non ostentata, per l’incidente e per la sua vita da privilegiato.
La colonna sonora è la scelta di Wenders che forse lascia qualche dubbio. Sostanzialmente sinfonica, molti archi, sottolinea (anche troppo didascalicamente) la calma serafica e il tormento interiore di Tomas.

Altra caratteristica importante di Every Thing Will Be Fine è il 3d. Wenders sceglie una realizzazione tridimensionale del tutto priva di effetti speciali (nessun oggetto che viene incontro allo spettatore…) ma che gioca tutto sull’esaltazione della profondità. Il risultato è eccezionale. Wenders usa il 3d per introdurre lo spettatore in scena dando la netta impressione di essere accanto a Tomas e guardarlo da vicino mentre percorre traballante la sua storia, denso di dubbi e sensi di colpa.

Certo, siamo lontani dalle vette poetiche di molti altri film di Wenders. Qui la sceneggiatura è centrale e sono davvero poche le sequenze dove la mano del maestro è riconoscibile. Ma forse è davvero il tempo nel quale c’è bisogno di Every Thing Will Be Fine, di questa storia, narrata in questo modo.

Everything will be fine - Berlinale 65

 

Volendo poi fare una divagazione, mi pare che un altro tema sia presente in Every Thing Will Be Fine. “Things happen” dice Tomas. E quello che conta è la nostra reazione alle cose che accadono, a noi e agli altri. Infatti durante la vita può capitare di stare da due parti: chi subisce la perdita, la sconfitta, il fato avverso; e chi lo guarda accadere. Kate (la mamma del bambino che muore, interpretata da Charlotte Gainsbourg) è nel primo gruppo. Oltre il dolore, riesce a valorizzare quello che le rimane (l’altro figlio, la casa, il cane). Tomas (che guida la macchina che fortuitamente uccide il bambino) è nel secondo gruppo. Il suo compito è anche più difficile di quello di Kate. La donna infatti non può far altro che accettare il fato; Tomas invece deve costantemente ricordarsi del dolore che ha causato (anche se involontariamente) e muoversi con atteggiamenti modesti, anche (fin troppo) contriti. Mi pare che Every Thing Will Be Fine, letto da questo punto di vista, possa anche essere un esempio di way of living. Poi, forse, anche no.

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Every Thing Will Be Fine
Germania, Canada, Svezia, Norvegia, Francia, 2015, 118′
di Wim Wenders, scritto da Bjorn Olaf Johannesen
con James Franco

Il film è uscito in Italia il 24 settembre 2015 con il titolo di “Ritorno alla vita”

By |2016-06-05T08:17:45+01:00Febbraio 10th, 2015|Categories: eventi, recensioni|Tags: , , |

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  1. […] Oggi è anche il giorno del nuovo film di Wim Wenders, Everything will be fine con James Franco. [-> commento] […]

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