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Pubblicità gratis?

I ristoratori lucchesi vorrebbero pubblicità gratis

Uno degli insegnanti del corso di inglese intensivo di quest’estate a Cambridge si chiama Ollie Bircham. Oltre a fare il professore è anche un food blogger. Ci ha raccontato durante una lezione che quella sera sarebbe andato a mangiare in un ristorante per poi recensirlo, insieme ad altri 3 blogger.

Ci ha raccontato di aver scritto al locale, di nuova apertura, chiedendo loro se interessava una recensione. Il ristorante ha chiesto cosa volessero in cambio e loro hanno risposto che non volevano nulla, solo il pasto gratis. Il ristorante ha anche chiesto cosa sarebbe successo se i food blogger non avessero trovato soddisfacente il cibo. Loro hanno risposto che semplicemente non avrebbero scritto nulla. Ollie ha motivato la scelta dicendo di essere consapevole che una recensione negativa ne vale 100 positive e non potevano avere la responsabilità di fare danno ad un ristorante dopo un unico pasto.

Il blog in questione si chiama portly gourmet, non ha un traffico particolarmente alto e il profilo instagram di Ollie ha meno di 400 follower. Ciò nonostante il ristorante ha ben accettato l’offerta, Olllie i suoi amici sono andati a mangiare e hanno fatto la recensione.

Oggi, tornato a Lucca, leggo sulla cronaca locale de La Nazione un articolo titolato “Vi faccio pubblicità, posso cenare gratis?”.

Paghi e arriva la recensione bella, non paghi e può arrivare quella negativa , nel migliore dei casi l’indifferenza. Estorsione è una parola grossa, ma qualcosa non torna

Oggi, girando in una città che non si conosce, prima di infilarsi in un ristorante o in un locale in genere, è facile guardare cosa se ne dice su google o tripadvisor. Se poi si segue un food-blog e si legge una recensione positiva è magari facile che organizzare il giro in città per finire all’ora di pranzo o cena nei dintorni di quel ristorante.

Oggi, le recensioni positive su internet sono una fonte di clienti impareggiabile per un locale e, guardandosi dalle aberrazioni che ci sono come ovunque, è fondamentale essere presenti sui blog, come su tripadvisor.

Invece a Lucca no.

Il ristoratore intervistato dalla Nazione sostiene che ha anche smesso di rispondere alle richieste di questo tipo e traccia un identikit del recensore.

ci sono improvvisati che passano la serata a scattare foto ai piatti, magari facendoli freddare e poi criticarli

A Lucca si pretende pubblicità gratis?

Tra i blogger troviamo persone che fanno tutto con il massimo scrupolo e onestà intellettuale, nemmeno ti dicono chi sono e pagano in fondo

Dando un occhio al web 2.0 anche in Italia, è pieno di aziende che invitano instragramer a fare viaggi o esperienze, o mandano materiale vario a youtuber (a titolo gratuito, o in prova, o con forti sconti) sperando in una recensione.

I ristoratori di Lucca, probabilmente già con i coperti belli pieni da marzo a novembre, forse preferirebbero che internet non esistesse. O che quantomeno coloro che grazie a internet danno commenti e giudizi se ne stessero zitti.

O forse sono i media locali, che mettono le virgolette ad un “recensore” con 35.000 iscritti. Se quel recensore fosse un blogger di viaggi o un food blogger italiano, forse raggiungere 35.000 iscritti non vale un pasto offerto?

Kaplan, una scuola per corsi di lingua all’estero sta ospitando Marcello Ascani (un giovane vlogger) a San Diego per un mese di lezioni di inglese, pur di apparire sui suoi blog (qui) visti circa da 100.000 persone. Chissà perché…