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Iran, année 38 – Iran, year 38 // Arles 2017 – I am writing to you from a far-off country

66 fotografi raccontano l'Iran nell'anno 38 in una serie di foto di diverso stile e piene di significato

Sono passati 38 anni dalla rivoluzione del 1979 in Iran e nell’Eglise Sainte-Anne di Arles 66 fotografi raccontano questo tempo nella mostra Iran, Année 38 (Iran, Year 38).

È un mix di fotografie che spaziano dal foto giornalismo e reportage dei primi giorni degli ayatollah, fino a scatti più simbolici, ironici o drammatici.

Mi sono appuntato la foto di Kaveh Kazemi (Revolution, February 12, 1979) della miliziana in chador che non vuol far vedere il proprio volto.

Con un taglio invece ironico a me pare la foto di Sina Shiri (2015) che ritrae il mullah Ahah Mohammadi di Qom che agli inizi del ramadan gira nei villaggi del nord Iran per incitare a seguire le regole.
Foto abbinata a quella di Ghazaleh Rezaei, In cammino per le moschee (2015) dove la parte superiore della cupola appena sporge dal terreno brullo e incolto.

Shadi Ghodirian (wikipedia) presenta una foto di forte impatto visivo e sociale. La donna in Iran è “l’incrocio di tutte le frontiere sconosciute che separano la tradizione dalla modernità”

Ancora ironico mi pare lo scatto di Behnam Sadighi, Vacances dove una famiglia pare attraversare un deserto dirigendosi verso uno sbarramento

Il lavoro di Azedeh Akhlaghi (Testimone oculare 2012) ricostruisce alcuni eventi particolarmente brutali della storia dell’Iran e spesso occultati dal potere (del tempo). Questa, ad esempio, è una ricostruzione di quanto accadde all’università di Tehran il 7 dicembre del 1953 quando la polizia dello Shah aprì il fuoco contro gli studenti che manifestavano contro la visita del vice presidente americano (allora Richard Nixon).

Ali & Ramyar hanno una serie di foto riprese dietro una finestra dalle quali emergono sguardi e atteggiamenti.

Interessante riflessione posta da due fotografi messi a confronto su una parete dell’Eglise Sainte-Anne. La foto di Arash Khamooshi sembra raffigurare una impiccagione di piazza (frequenti in Iran). Invece, la didascalia parla del “gesto di perdono” che si è verificato il 15 aprile 2014, quando la madre della vittima schiaffeggiò l’assassino del figlio, condonandogli quindi la pena di morte. Subito dopo, viene tolto il cappio dal collo del condannato e la foto ritrae quel momento.

All’opposto, la foto di Ebrahim Noroozi raffigura gente che guarda un evento con tanto di telefonini che lo immortalano. La didascalia riporta il titolo della foto (“Gli spettatori della morte”) e racconta di come le esecuzioni di piazza sono seguite dal popolo.

 


66 photographers portray Iran in Year 38 in a series of pics with different styles and full of meaning.
38 years ago the islamic revolution took place in Iran and now in Arles (Eglise Sainte-Anne) they tell us all these years with a mix of photographs ranging from photo-journalism to symbolic, ironic or dramatic shoots.
Kaveh Kazemi 
portraits a woman in chador that does not want her face to be seen.
I guess Sina Shiri is ironic instead when he portrays Ahah Mohammadi, coming from Qom, that, when Ramadan is about to begin, travels in north iran villages to spur people to follow rules. Just below Shiri’s photo, you can see 
a pics from Ghazaleh Rezaei where the upper part of a mosque’s dome appears above a bleak terrain.
One of the best pictures is from Shadi Ghodirian for its strong impact: visual and social. She says that “the woman in Iran is a crossroad of all unknown borders between tradition and modernity.
Again with an ironic touch, Behnam Sadighi shoots a family crossing desert, heading to a wall.
Azedeh Akhlaghi did a very interesting job staging historical moments often concealed. This one is about december 7, 1953, when Shah’s police shot against students that were demonstrating against Nixon.
Two photographs combined are very interesting. The upper one, coming from Arash Khamooshi, can seem a public hanging but on the contrary it immortalizes the moment when the condemned one is released after the “gesture of forgiveness” made by the mother of the victim.
The lower one from Ebrahim Noroozi portrays people watching a public execution (and taking photos with cell phones).

Iran, Année 38 ha anche un bel catalogo disponibile su Amazon.

Questo post fa parte della serie dedicata a Arles 2017