diario in breve

I criticoni e gli appassionati

Quando avevo vent’anni, le persone come il me di oggi le consideravo il cancro della società. Chissà se ha pensato così anche Daniele Bianucci quando ci siamo visti a cena. Ero incalzante sui problemi dell’amministrazione di Alessandro Tambellini, ero critico sulla mancanza di visione, saccente nel riportare dati e probabilmente avevo anche quasi sempre ragione.
Daniele mi ha risposto punto su punto ma ha limitato al minimo sindacale i piagnistei (c’era il dissesto… amministrazioni precedenti…) e ha rilanciato su una cosa che io ormai non ho più: la Passione. E quindi è andato giù a snocciolare progetti per la Città e le periferie, non importa quanto fantasiosi; giù a rivendicare la tenacia e il coraggio del Sindaco uscente nei momenti difficili…
La Passione è quella roba che ti fa guardare i vecchi criticoni come rami secchi. Perché non esiste la perfezione, esiste la gente che ci prova, onestamente, a fare il più possibile.
In un momento dove l’intero arco parlamentare ha perso la Passione, trucidata, da ultimo, dalle urla in tono fascista di Rosato alla Camera, con i volumi al massimo e il disco rotto per nascondere il piagnisteo e le proprie incapacità, ecco… ritrovare a livello locale chi ancora ci crede che la Politica possa fare qualcosa, di concreto e di ideale, è un po’ come respirare.
Per questo Daniele avrà il mio voto (l’altro era già per Lucia Del Chiaro che stimo a prescindere).
Se siete arrivati a leggere fin qui, scusatemi se rompo il silenzio elettorale di qualche ora. Son fuori e mi è passato di scrivere questo post prima.

Facebook 10.6.2017